I mutamenti in atto impongono una nuova e moderna organizzazione e visione aziendale tale da consentire di sfruttare le tecnologie operanti al fine di mantenere da un lato la competitività, e dall’altro creare nuove opportunità di crescita.
Una crescita che per essere sostenibile nel tempo deve essere centrata sul patrimonio aziendale più rilevante, ovvero il patrimonio umano.
Se da un lato assistiamo alla contrazione della domanda e alla conseguente perdita di fatturato, dall’altro i mercati a cui ci siamo riferiti nel passato vanno rivisti alla luce dello sfruttamento organizzato delle nuove tecnologie che allargano la visione verso gli orizzonti senza precedenti.
Nuovi mercati e nuovi approcci organizzativi costituiscono gli imperativi categorici alla base del nuovo modello aziendale a partire dalle piccole imprese che sempre più rappresentano l’asse portante dell’economia dell’occupazione e dell’innovazione.
Dagli indicatori sintetici tematici "Noi Italia 2012" dell’ ISTAT si evince con molta chiarezza che, sia l’Italia nei confronti dei paesi europei, che la Sicilia nei confronti del resto del paese, devono correre più degli altri per colmare il divario tecnologico.
Al di là degli aspetti economici infrastrutturali, che comunque influiscono sulle politiche di sviluppo, è necessario un cambio di marcia sull’atteggiamento, ovvero sulla propensione ad accogliere e sfruttare l’innovazione piuttosto che subire gli effetti di un mercato sempre più globale e pervasivo.
L'italia nel contesto Europeo
L’indicatore sul numero di imprese che hanno introdotto innovazioni consente un primo confronto sulla propensione ad innovare nei paesi dell’Ue. Emerge una chiara distinzione tra i paesi dell’Europa settentrionale, leader nell’innovazione, e i paesi dell’Europa orientale con una bassa propensione all’innovazione.
Confronto tra le regioni italiane
A livello nazionale emerge una decisa concentrazione dell’innovazione nelle grandi imprese del settore industriale, sia in termini di spesa che di innovazioni introdotte.
Il fatto che al Centro-Sud, nessuna regione raggiunga tassi di innovazione superiori alla media nazionale, deve far riflettere sull’urgenza di azioni volte a favorire l’introduzione dell’innovazione all'interno delle PMI.
Approfondimenti
Guarda le schede di "Noi Italia 2012" sul sito dell'ISTAT