“Analisi annuale della crescita 2014”: la Commissione Europea lancia le raccomandazioni specifiche per paese per costruire la crescita

L’analisi annuale della crescita fa il punto della congiuntura economica e della situazione sociale in Europa e individua le principali priorità strategiche dell’Unione per il prossimo anno. Con la sua pubblicazione prende avvio il nuovo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, nell’ambito del quale l’Unione e gli Stati membri coordinano le manovre economiche e gli sforzi intesi a promuovere la crescita e l’occupazione. Gli orientamenti della presente analisi vanno inquadrati sullo sfondo di importanti sviluppi politici e economici.

In primo luogo le previsioni economiche appena pubblicate dalla Commissione confermano i segnali di una lenta ripresa nell’Unione. Nel secondo trimestre del 2013 l’Unione ha registrato per la prima volta una crescita positiva, dopo un quinquennio di tassi negativi o bassissimi. Questa ripresa dovrebbe continuare e irrobustirsi nel 2014, mentre l’inflazione dovrebbe rimanere contenuta. In parallelo si ravvisano i primi segnali di riequilibrio economico nell’UE e trovano correzione una serie di importanti squilibri macroeconomici, come illustra la relazione sul meccanismo di allerta3 pubblicata contestualmente alla presente analisi.

In secondo luogo la presente analisi viene pubblicata nel momento in cui, per la prima volta, vengono pienamente attuate le nuove regole sul coordinamento delle politiche di bilancio nella zona euro. A metà ottobre gli Stati membri della zona euro, eccetto quelli soggetti a programmi di aggiustamento macroeconomico, hanno presentato i rispettivi documenti programmatici di bilancio per il prossimo anno. Prima dell’adozione del bilancio a livello nazionale, la Commissione è tenuta a verificare che gli Stati membri pongano in essere misure atte a realizzare gli obiettivi convenuti a livello dell’Unione. La Commissione pubblicherà a breve una valutazione dettagliata su questo aspetto.

In terzo luogo nel 2014 diventerà operativo il nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione. Oltre ai progetti comuni condotti a livello dell’Unione per rilanciare l’innovazione e le infrastrutture in tutta l’UE, i fondi strutturali e d’investimento europei mettono a disposizione uno strumento per gli investimenti con una copertura di 400 miliardi di EUR destinato a sostenere la crescita e l’occupazione in ambito nazionale e regionale. La Commissione, che sta discutendo le priorità con gli Stati membri, fornisce assistenza tecnica affinché i programmi operativi possano partire quanto prima. Il nuovi fondi strutturali e d’investimento europei sosterranno gli obiettivi della strategia Europa 2020 e serviranno a sostenere le riforme individuate nel quadro delle raccomandazioni specifiche per paese. Per la prima volta gli obiettivi strategici e i finanziamenti rientrano in un quadro unico che potrà rivelarsi un potente volano della crescita, a condizione però che i fondi si concentrino sulle priorità.

Visto il carattere ancora fragile e disomogeneo della ripresa, tuttavia, la Commissione europea reputa prioritario proseguire le riforme strutturali delle economie, mirando in particolare a:
  • lottare contro l'elevata disoccupazione, le disuguaglianze e la povertà: la crisi ha avuto ripercussioni pesanti e durature sul livello di disoccupazione nell'UE, che nel 2013 è rimasto altissimo (10,8%) con variazioni dal 4,9% dell'Austria al 27,3% della Grecia. Occorre pertanto continuare a riformare le politiche occupazionali e migliorare la copertura e i risultati dei sistemi di istruzione e previdenza sociale. Va rivolta particolare attenzione alle raccomandazioni relative alla lotta contro la disoccupazione giovanile, in particolare attraverso l'attuazione di una Garanzia per i giovani; 
  • passare a un'imposizione più favorevole all'occupazione: durante la crisi molti paesi hanno optato per un aumento delle imposte anziché operare tagli alla spesa, con un conseguente incremento del carico fiscale complessivo. Visto il margine di manovra limitato a livello di finanze pubbliche, un certo numero di raccomandazioni prevede lo spostamento del carico fiscale dal lavoro alle imposte ricorrenti sui beni immobili, sui consumi e sull'ambiente, in modo da rafforzare il rispetto dell'obbligo tributario e combattere l'evasione fiscale; 
  • rilanciare gli investimenti privati: la concessione di finanziamenti bancari, specialmente per le piccole e medie imprese, rimane soggetta a condizioni estremamente rigide in Italia, Grecia, Spagna, Lituania, Slovenia, Croazia e Cipro. Le raccomandazioni evidenziano la necessità di stabilizzare ulteriormente il settore bancario e di sostenere forme di finanziamento alternative, come i sistemi di garanzia dei prestiti o le obbligazioni societarie; 
  • rendere più competitive le nostre economie: i progressi sul fronte delle riforme strutturali nei settori principali rimangono limitati rispetto al 2013. Quest'anno diverse raccomandazioni caldeggiano ulteriori riforme dei servizi, delle infrastrutture dell'energia e dei trasporti, dei sistemi di R&S e del diritto della concorrenza; 
  • ridurre il debito: il debito pubblico, che quest'anno dovrebbe raggiungere un picco a causa dei disavanzi accumulatisi nel tempo, va riportato su un percorso discendente, specialmente in Belgio, Irlanda, Grecia, Spagna, Italia, Cipro e Portogallo, dove supera tuttora il 100% del PIL. Il problema per le finanze pubbliche è gestire il costo dell'invecchiamento demografico, soprattutto in termini di pensioni e assistenza sanitaria, pur mantenendo una spesa favorevole alla crescita per l'istruzione, la ricerca e l'innovazione. 
In allegato il documento.

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