Contratti di sviluppo: pubblicato il decreto di riforma

Con l’obiettivo di favorire la realizzazione di investimenti di grandi dimensioni, anche esteri, e di incentivare i progetti di sviluppo d’impresa - in grado di contribuire allo sviluppo economico e al rafforzamento della competitività del territorio nazionale - di recente è stato adottato il decreto ministeriale 14 febbraio 2014.
Tale manovra ridefinisce le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni attraverso lo strumento dei “contratti di sviluppo”. Nella fattispecie si sono introdotti alcuni elementi di novità finalizzati, in primo luogo, ad assicurare una maggiore coerenza dello strumento agevolativo in base al contesto socio-economico attuale, in secondo luogo a semplificare e accelerare le procedure per la concessione delle agevolazioni e non ultimo a facilitare l’accesso alle informazioni da parte delle imprese.

Tali elementi di novità riguardano principalmente:
  • la tipologia dei programmi agevolabili, che sono ora tre: sviluppo industriale, tutela ambientale e sviluppo di attività turistiche (comprendente anche eventuali attività commerciali); 
  • la diminuzione del limite minimo dell’investimento agevolabile, ora pari a 20 milioni di euro per tutte le tipologie di programma; 
  • la semplificazione dell’iter procedurale, eliminando in particolare la doppia presentazione della documentazione da parte delle imprese (proposta di massima e, a seguito di una prima fase istruttoria, proposta definitiva); 
  • la definizione puntuale dei tempi e delle modalità per l’esecuzione delle attività di competenza del soggetto gestore, Invitalia S.p.a., e l’attribuzione allo stesso gestore del compito di approvare il programma di sviluppo attraverso una propria deliberazione. 
Come per i Contratti di programma, lo scopo principale dei Contratti di sviluppo è di favorire l’attrazione di investimenti anche esteri e la realizzazione di progetti di sviluppo d’impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno in particolare. Tra gli elementi di novità più significativi dei Contratti di sviluppo, si segnala, invece, l’ampliamento dei settori di intervento, infatti, i progetti d’investimento riguardano non solo il settore industriale, ma anche il turismo e il commercio, possono essere realizzati da una o più imprese e possono comprendere anche progetti di sviluppo sperimentale e la realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali.


Per leggere il decreto integrale, scarica l’allegato.

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