Agenda digitale: le cifre di Istat e Eurostat su utenti digitali 2013

Accesso alla rete, alfabetizzazione digitale e agenda digitale. Miglioramenti nel 2013 ma l’Italia resta ancora indietro.

Tecnologia e innovazione restano sempre al centro dell’attenzione soprattutto per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale 2020. Nel nostro contesto nazionale se ne parla sempre più spesso in conseguenza all’approvazione dello “Statuto dell’Agenzia per l’Italia digitale”, pubblicata sulla gazzetta nei giorni scorsi. Un risultato senza dubbio determinante per lo sviluppo italiano – se si intende “digitale” come servizio per la crescita - ma che avrà dei risvolti sul lungo termine. Ciò si chiarisce se si prendono in esame gli ultimi dati Istat e Eurostat 2013 riguardanti lo stato di alfabetizzazione digitale che, se da un lato metto in luce un miglioramento costante dell’utilizzo delle tecnologie digitali, dall’altro mettono in chiaro ancora un arretratezza rispetto agli altri contesti europei.
Secondo i dati Eurostat su le tipologie di attività che vengono maggiormente svolte nel contesto europeo, l’e-mail rimane l’attività più popolare su internet con il 66% di utenti; segue la ricerca di informazioni su beni e servizi con il 62% (5 punti percentuali in più rispetto il 2011) e la lettura on line di giornali e riviste con il 45% (5 punti percentuali in più anche qui). A queste seguono tipologie di attività come l'internet banking (40%, +3 punti percentuali rispetto al 2011 ); la pubblicazione di messaggi a siti di social media o di instant messaging (40%, +8 rispetto al 2010); l'utilizzo di servizi di viaggio e soggiorno (36%, -3 rispetto al 2011 ), l'acquisto / ordinazione beni o servizi (35 %, +1 rispetto al 2011).
Tuttavia questi dati mostrano una diversificazione sostanziale delle attività da paese in paese. E infatti l’Italia mostra percentuali più basse. Ciononostante in Italia si registra una crescita in termini di digitalizzazione, rese note nello studio Istat “Cittadini e nuove tecnologie” dove vengono sottolineati fattori e variabili in grado di cambiare lo scenario della comunicazione e informazione digitale nazionale.

Fattori di digitalizzazione
In Italia, variabili come “famiglie con un minorenne”, “differenze sociali del capofamiglia”, “territori con maggiori servizi e beni ICT”, età e sesso, sono determinanti nello stato di alfabetizzazione digitale. Infatti l’indagine Istat mostra come le famiglie in cui è presente almeno un minorenne sono quelle a più alta intensità di tecnologia di ICT: il personal computer e l’accesso a internet sono disponibili nel 87% dei casi così come il telefono cellulare è quasi onnipresente. Sul versante opposto, le famiglie costituite da over 65 si confermano le meno provviste di beni e servizi tecnologici: solo il 14% possiede un personal computer e il 12% ha una connessione internet, mentre ampiamente diffuso è il possesso del cellulare.
Ma le famiglie più tecnologiche sono quelle in cui il capofamiglia – persona di riferimento del nucleo – è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista (93%) mentre le famiglie che hanno un accesso limitato a dotazioni tecnologiche restano quelle con capofamiglia operaio o non occupato.
L’età si è mostrata una variabile determinante nella stato di alfabetizzazione digitale: infatti il giovani dai 16 ai 24 sono quelli più digitalizzati e connessi costantemente ogni giorno (81%); mentre la percentuale si abbassa per quelli dai 25 ai 54 anni dove solo il 60% è connesso tutti i giorni. Dati questi che se paragonati alle medie europee non preoccupano ma che confortano l’Agenda Digitale, poiché poco sotto la media (-4 e -6 punti percentuali rispetto all’Europa).
Nel corso dell’ultimo anno, a livello territoriale le differenze tra Nord e Mezzogiorno continuano a persistere, dove entrano in gioco ampiezza del comune e la disponibilità di beni e servizi ICT.

Le attività più svolte con internet
Soffermandoci sul contesto italiano, anche qui l’email rimane l’attività più popolare su internet con l’81,7 % degli utilizzatori e contestualmente si assiste a un incremento del 5% della quota di persone che partecipano a social network (dal 48,1% al 53,2%) o consultano un wiki (dal 53,8% al 58,7%).
Un costante aumento si registra per attività come:  
  • Informazione attraverso siti di PA. Nel 2013 oltre 8 milioni di persone di 14 anni e più (il 28,5% degli utenti di Internet) hanno utilizzato il web negli ultimi 12 mesi per acquisire informazioni dai siti della PA; quasi 7 milioni (il 24,2%) si sono avvalsi dei servizi online per scaricare moduli da siti di enti pubblici e quasi 5 milioni (il 16,5%) per inviare moduli compilati. Analizzando il fenomeno in un’ottica temporale, dal 2012 al 2013 si riscontra un lieve aumento della quota di utenti che utilizza i servizi online legati all’interattività offerti dalla PA mentre è stabile la quota di utenti che cerca informazioni sui siti della PA. 
  • Burocrazia fiscale e scolastica. Un terzo degli utenti di Internet ha avuto motivo di relazionarsi online con la Pubblica Amministrazione o con gestori di servizi pubblici. Le motivazioni principali riguardano il pagamento delle tasse (26,8%), l’iscrizione alle scuole medie superiori o all’università (20,7%) e l’accesso alle biblioteche pubbliche (18%). La richiesta di prestazioni di previdenza sociale ha costituito motivo di contatto con la PA per il 12,9% dei casi e la richiesta di carta di identità, passaporto o patente di guida per l’11,1%, mentre il 7,6% di coloro che sono entrati in contatto online con la PA lo ha fatto per richiedere certificati anagrafici e il 2% per effettuare un cambio di residenza.
  • Acquisti su siti e-commerce. Nel 2013 si è registrata una crescita dal 28,2% del 2012 al 31,5% del numero di utenti di 14 anni e più che ha ordinato e/o comprato merci e/o servizi per uso privato (poco più di 9 milioni di persone).
Per saperne di più leggi i documenti  allegati.

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